Le sperimentali: tra cinema, videoarte e nuovi media

Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi _ FAScinA 2020
Università di Sassari
Sassari, 8-10 ottobre 2020
Scadenza CFP: 15 giugno 2020

CONVEGNI E CFP

Redazione CUC2Written by:

Il cinema sperimentale, così come la videoarte e l’arte dei nuovi media, sono da sempre linguaggi in cui ampia e significativa è la presenza delle donne. È stata la Feminist Film Theory (Mulvey, 1978; De Lauretis, 1984; Silverman, 1988; Creed, 1993; Pravadelli, 2018) a farci comprendere con chiarezza che le pratiche audiovisive sperimentali hanno rappresentato tradizionalmente uno spazio privilegiato dell’agire femminile che, nell’assenza delle costrizioni economiche e censorie tipiche dell’industria cinematografica (Deren, 1959), ha trovato maggiore libertà di ricerca e di produzione. È infatti nel circuito indipendente e sperimentale, nei luoghi porosi dell’incontro con gli spazi e le pratiche dell’arte, che le donne sono riuscite a spostare i confini dell’(auto)rappresentazione e costruire un laboratorio attivo dove poter sperimentare, fare esperienza, di nuove soggettività in divenire.

Tuttavia, se recenti ricerche all’incrocio tra Women’s Studies e Film Studies hanno fatto emergere, progressivamente, la densità e la specificità del ruolo delle donne nell’industria cinematografica, più complessa è l’analisi della produzione sperimentale, che resta ancora poco esplorata e in attesa di essere ritracciata e ridefinita in una più ampia prospettiva storico-teorica. In che modo le opere delle donne hanno contribuito alla storia e ai linguaggi della sperimentazione audiovisiva? Quali fili hanno saputo intrecciare con le altre arti? Quali con il pensiero e le pratiche della militanza femminista? In che modo queste sperimentazioni hanno precorso o ispirato le nuove forme della performatività del genere (Butler, 1988)?

Negli ultimi quindici anni alcuni importanti studi hanno concentrato l’attenzione sulla presenza delle donne nel cinema indipendente e d’avanguardia, nella videoarte, nelle opere di cinema espanso ed esposto: l’analisi di alcune figure chiave, a partire da Maya Deren, unita a studi di più ampio raggio, in particolare sulla scena americana, hanno posto i primi ma importanti tasselli nella costruzione di una cartografia che appare variegata e complessa. Nel contesto italiano, gli ultimi anni sono stati occasione di studio e riscoperta di opere filmiche spesso poco esplorate o dimenticate, come quelle di Marinella Pirelli, Laura Grisi, Annabella Miscuglio, Valentina Berardinone. Contemporaneamente, la progressiva diffusione dei media audiovisivi negli spazi dell’arte ha permesso ad alcune artiste (tra le molte: Marina Abramovic, Sophie Calle, Grazia Toderi, Rosa Barba, Tacita Dean, Pipilotti Rist, Mona Hatoum, Fiona Tan, Tracey Moffat) di affermarsi nei più importanti circuiti espositivi internazionali, come biennali e musei, rendendo sempre più urgente un’analisi della relazione tra donne e produzione sperimentale.

Le interessate possono inviare una proposta di intervento – titolo, abstract (max 1.000 caratteri), curriculum vitae – a: fascina.forum@gmail.com, elena.marcheschi@gmail.com, giuliasimi@gmail.com entro il 15 Giugno 2020.

L’accettazione delle proposte verrà comunicata entro il 15 Luglio 2020.

Alle studiose selezionate sarà richiesto l’invio di un breve testo (max. 10.000 battute senza note) e di un corredo iconografico (max 8 immagini 300 dpi) entro il 1 Settembre 2020, per la pubblicazione sulla rivista Arabeschi, all’interno della sezione permanente Smarginature (inaugurata in occasione del Forum 2017).

La lingua del Forum è l’italiano.

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