Voglie matte, merli maschi, peccati veniali. La questione sessuale nel cinema popolare italiano dal miracolo economico all’avvento del porno

Schermi. Storie e culture del cinema e dei media in Italia. 
n. 9, I semestre 2021 – a cura di Francesco Di Chiara e Gabriele Rigola
Deadline: 15 giugno 2020

CALL FOR ESSAYS

Redazione CUC2Written by:

Nell’ultimo decennio, lo studio del cinema popolare nell’Italia del periodo che va dalla fase post-neorealista fino alla fine degli anni Settanta, passando per il momento cruciale rappresentato dal boom economico, ha avuto un notevole impulso a livello sia nazionale che internazionale, in particolare grazie alla crescente importanza del paradigma culturologico. È in quest’ambito che lo studio del cinema popolare – da intendersi nella doppia accezione di prodotto caratterizzato da un successo di massa e di opera destinata al consumo da parte del pubblico cosiddetto “di profondità” – si è progressivamente concentrato su questioni relative alla sfera sessuale. In questo contesto si sono succeduti lavori incentrati sulle rappresentazioni del corpo e della sessualità nella stagione neorealista e sul loro contributo alla diffusione del cinema italiano nei circuiti distributivi nordamericani (Schoonover 2012), sulla centralità del cinema degli anni Sessanta nel rappresentare e veicolare la trasformazione dei costumi sessuali (Maina-Zecca 2014), e, soprattutto, sul ruolo esercitato dal cinema di genere nei mutamenti della mascolinità, tema al centro di proficue indagini condotte sia all’interno di lavori a stampa (Manzoli 2012; Bayman-Rigoletto 2013) che di conferenze internazionali (Body Politics. Representing Masculinity in Media and Performing Arts, Torino 2017; Oltre l’inetto? Rappresentazioni plurali della mascolinità nel cinema italiano, Bari 2018). Questo numero di «Schermi», che prende le mosse dal progetto PRIN Comizi d’amore. Il cinema e la questione sessuale in Italia (1948-1978), desidera raccogliere contributi che permettano di rilanciare ulteriormente la riflessione sulle modalità di articolazione dei discorsi intorno al cinema popolare in un arco temporale costantemente punteggiato da momenti di svolta nella disciplina della morale sessuale italiana: dalla Legge Merlin (1958) a quella sul divorzio (1970), fino alla diffusione –ancorché illegale – della pornografia cinematografica (1978). L’obiettivo è quello di affrontare una serie di questioni nodali quali la pervasività della sessualità nella produzione di genere del periodo preso in esame, ma anche quello di riflettere sulla sua assenza programmatica in contesti particolari, in filoni o sottogeneri quali il cinema della coppia Spencer-Hill o il musicarello; di analizzare la ridefinizione del divismo e delle problematiche della performatività, dall’epoca delle maggiorate a quella del divismo più eterogeneo – dal punto di vista dell’identità sessuale, etnica e culturale, ma anche della morfologia e della dimensione intermediale – degli anni Sessanta e Settanta; di esaminare le dinamiche di serializzazione, ibridazione e imitazione attraverso le quali la sfera della sessualità permette di legare insieme pratiche autoriali e generi di profondità, prodotti di prestigio e filoni a basso costo, dal film sexy al decamerotico, fino a operazioni apocrife quali la serie di Emanuelle nera; di indagare il ruolo svolto dal cinema di genere nell’emersione, all’interno del dibattito pubblico, di un discorso intorno a stereotipi o disuguaglianze di genere, o ancora a identità non etero-normative.

Le proposte (max 300 parole, in italiano o in inglese, corredate da una bibliografia essenziale) dovranno essere inviate entro il 15/06/2020 al seguente indirizzo di posta elettronica: francesco.dichiara@uniecampus.it e gabriele.rigola@unige.it

L’esito della selezione sarà comunicato entro il 30/06/2020, e i saggi completi – compresi tra le 30.000 e le 35.000 battute (spazi e note incluse, bibliografia esclusa), accompagnati da un abstract di 100 parole (in inglese) e da 5 parole chiave (sempre in inglese) – dovranno essere inviati entro il 01/09/2020 e saranno sottoposti a una doppia revisione.

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