Per una storia istituzionale e culturale del cinema in rapporto alla sessualità nell’Italia del secondo dopoguerra

Schermi. Storie e culture del cinema e dei media in Italia
n. 11, I semestre 2022 – a cura di Mauro Giori e Tomaso Subini
Scadenza: 15 giugno 2021

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Nel periodo compreso tra il 1948 (data delle prime elezioni della nuova Repubblica che consegnano alla DC il governo del Paese) e il 1978 (quando iniziano a diffondersi in Italia le prime sale destinate alla proiezione del film per adulti) il cinema italiano è stato caratterizzato dalla crescente sessualizzazione delle sue rappresentazioni. Questo arco di tempo ha visto una profonda conflittualità nel dibattito pubblico attorno alla “questione sessuale” ampiamente intesa, chiamando in causa temi come il divorzio, la famiglia, il “libero amore”, e aspetti più generali come l’intimità, le relazioni affettive, la costruzione dei ruoli, degli orientamenti e delle identità di genere. Tutti questi processi confluiscono in quella complessiva “trasformazione dell’intimità” di cui scrive il sociologo Anthony Giddens: l’emersione pubblica del privato ha fatto sì che ambiti prima regolamentati a livello personale e individuale diventassero di pertinenza sociale e oggetto di negoziazione collettiva. Parallelamente si assiste a una radicale modifica dei costumi, con un progressivo indebolimento del cosiddetto senso del pudore.

Del ruolo che il cinema svolge in questo complesso scenario discorsivo dava già conto nel 1969 Callisto Cosulich, descrivendolo con la metafora “della scalata al sesso del cinema italiano”: una scalata che di fatto corrispose alla diffusione di un immaginario incentrato sul sesso. È proprio intorno agli anni del volume di Cosulich che l’erotizzazione del cinema incrocia le prime emersioni della pornografia di massa sulle riviste per adulti. Di lì a qualche anno anche la pornografia cinematografica si sforzerà di uscire dalla clandestinità, ad esempio attraverso le televisioni private e le sale a luci rosse. La fine degli anni ’70 parrebbe segnare l’approdo del fenomeno, descritto da Ortoleva come la definitiva “caduta dei tabù dell’osceno”.

Questo numero di «Schermi» si propone di stimolare il confronto tra le discipline cinematografiche e quelle storiche sui temi del progetto di ricerca PRIN 2015 Comizi d’amore, e in particolare su quattro questioni di fondo:

  • il ruolo del cinema nel contesto della progressiva sessualizzazione del sistema mediale;
  • il ruolo del cinema nell’ambito di alcuni snodi storici fondamentali (clericalizzazione delle istituzioni negli anni del centrismo, approvazione della Legge Merlin, avvento del centro-sinistra, movimenti giovanili, movimento femminista, movimento omosessuale, rivoluzione sessuale, dibattito su divorzio e aborto, riforma del diritto di famiglia, ecc.);
  • il nesso tra la sessualizzazione del cinema e l’emersione della pornografia;
  • le peculiarità del caso italiano.

Le proposte (max 300 parole, in italiano o in inglese, corredate da una bibliografia essenziale) dovranno essere inviate entro il 15 giugno 2021 al seguente indirizzo di posta elettronica: mauro.giori@unimi.it e tomaso.subini@unimi.it

L’esito della selezione sarà comunicato entro il 30 giugno 2021, e i saggi completi – compresi tra le 30.000 e le 35.000 battute (spazi e note incluse, bibliografia esclusa), accompagnati da un abstract di 100 parole (in inglese) e da 5 parole chiave (sempre in inglese) – dovranno essere inviati entro il 1° settembre 2021 e saranno sottoposti a una doppia revisione.

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