Narrazioni postcoloniali della contemporaneità, tra conflitto e convivenza

Imago. Studi di cinema e media
n. 19 – I semestre 2019
a cura di Leonardo De Franceschi e Farah Polato

 

RIVISTE

Redazione CUC2Written by:

L’uscita nel 2012 del volume Postcolonial Cinema Studies, a cura di Sandra Ponzanesi e Marguerite Waller, sancisce il primo tentativo di stabilire genealogia e linee di approccio per un’analisi del film e del cinema in chiave postcoloniale. Nel riconoscere l’esistenza di un «cinema postcoloniale», inteso come «spazio concettuale» capace di sprigionare «connessioni e inferenze» ostruite da cornici dominanti, Ponzanesi e Waller hanno concorso a rilanciare il dibattito sulle categorie in uso nell’analisi, tanto di testi culturali, visivi e cinematografici, espressioni di posizionalità non conformi, subalterne, marginali, quanto dei contesti e delle dinamiche implicate. 

Dal Multiculturalismo Policentrico (Shohat e Stam), attraverso la periodica rivisitazione del Terzo Cinema (Gabriel, Guneratne e Dissanayake, Pines e Willemen, Wayne) e del World Cinema (Nagib, Perriam e Dudrah) si è passati negli anni alle formulazioni di Cinema Transculturale (MacDougall), Interculturale (Marks, Heffelfinger e Wright), Accentato (Naficy), Transnazionale (Ezra e Rowden, Highbee e Lim), Globale (Nornes, Kapur e Wagner, Celli), Migrante (Grassilli, Rings), Poliglotta (Berena e Komori), Crossover (Khorana), in un dibattito segnato dal rinvio tra i diversi assi discorsivi e dal confronto con le pratiche e le politiche in essere. 

Nel dare voce alla necessità di spazi di cittadinanza, visibilità e agibilità, specie in realtà nazionali nelle quali viene esercitata un’attività di monitoraggio costante del grado di pluralismo nei media, in riferimento tanto all’accesso quanto alle narrazioni, è emersa l’esigenza di lavorare anche all’interno delle istituzioni. In questo quadro di azione, si registra il prodursi di iniziative volte a favorire attraverso precise politiche per la diversità l’accesso alle professioni dello spettacolo e dei media per creativi e creative di origine migrante, postmigrante o espressione di macro e microsegmenti sottorappresentati nei luoghi di produzione e riproduzione dei rapporti di forze materiali.

Nell’accogliere il doppio piano di articolazione che connette dibattito critico e pratiche, il presente numero di Imago si rivolge prioritariamente agli attuali scenari contemporanei globali e transnazionali. La centratura sulla contemporaneità nasce dall’esigenza di fare il punto sulle categorie in uso colte nella loro valenza di campi dinamici, lifeworlds (Sarkar) attraversati dai sommovimenti del presente e sensibili agli spostamenti d’accento tanto in sede locale quanto nel teatro globale. 

  

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