Infanzia

Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni
n. 35/2019

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Redazione CUC2Written by:

Il concetto di infanzia appartiene al pensiero moderno. È dal Settecento infatti che un particolare stato dell’esistenza inizia ad essere riconosciuto come autonomo, dotato di peculiarità che da una parte lo distinguono dall’età adulta, dall’altra ne costituiscono la fondazione, l’origine. Se nel XVIII e XIX secolo si sviluppa un mito della fanciullezza, caratterizzato dalla ricerca di un’età “pura” e “innocente” dell’uomo, se il mito del Puer eternusinizia a diffondersi nuovamente a partire dal XX secolo, grazie anche agli studi di Jung, questo significa che l’infanzia cessa di essere una pura definizione anagrafica, una delimitazione di un momento della storia individuale, per diventare gradualmente qualcosa di più complesso, l’immagine appunto di uno stato dell’essere che non solo marca la vita di un individuo, ma la accompagna.
Ma è nel Novecento che il concetto di infanzia si scinde: da una parte essa si scopre valore etico e parte integrante della cultura e della società (la nascita di discipline scientifiche dedicate al mondo dell’infanzia, l’attenzione legislativa ai diritti dell’infanzia, ecc.); dall’altra l’infanzia diventa un’immagine o meglio, un modo di guardare che attraversa il secolo come forma della nostalgia. Tornare ad uno sguardo puro, riconoscere l’infanzia dell’arte, delle forme, delle idee diventano valori che accompagnano la ricerca incessante di artisti e pensatori. Infanzia come purezza, origine, libertà, ingenuità, esperienza totale, fragilità e speranza: nel Novecento la parola diventa un contenitore di molteplici significati che si riflettono nella storia delle forme, e del cinema in particolare: «Se il cinema è l’infanzia (infanzia dell’arte, emozione dell’inizio, ecc.), che ne è stato di quella nostra idea di “cinema adulto”?» si chiedeva molti anni fa Serge Daney. L’equivalenza, o la vicinanza di cinema e infanzia è stata spesso declinata in modi diversi: come modo per denigrare il cinema – divertimento “infantile” – o, all’inverso, come modo per esaltarne la potenza – il cinema capace di riattivare l’emozione pura della propria infanzia. Ma le forme del rapporto possono mutare, articolarsi anche in modi differenti, costruire cioè nuove modalità attraverso cui il cinema ha attraversato il concetto e l’immagine dell’infanzia.

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