L’immagine contemporanea: natura, forme, valori

Convegno di studi a cura di Luca Malavasi, Andrea Massera, Fabrizio Ravicchio, Sara Tongiani
Organizzato e promosso dal Dottorato in Digital Humanities dell’Università degli Studi di Genova
Genova, 15-16 maggio 2019

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Redazione CUC2Written by:

La recente diffusione di una nuova generazione di deep-fakes, accanto alla pubblicazione, nel dicembre dell’anno scorso, della notizia di un quadro dipinto da una funzione algoritmica battuto da Christie’s per 432mila dollari, e dei risultati raggiunti dai nuovi programmi Nvidia di Artificial Intelligence Computing nella produzione video, hanno contribuito a rilanciare il dibattito sul confine tra realtà e rappresentazione visiva e, in particolare, sulla natura, l’autonomia e l’identità di queste produzioni, e sui loro possibili usi politici, tra pubblico e privato. In gioco sembra esservi un’ennesima – più che nuova – preoccupazione in merito agli effetti di presenza di queste rappresentazioni che, pur non possedendo alcun legame originario con la realtà (provengono dalla computazione algoritmica), vi si inseriscono e agiscono in essa al pari di oggetti “reali” e “familiari”, fino a generare forme di vita e narrazioni parallele.

Riprendendo alcuni temi sviluppati l’anno scorso, il convegno, rivolto in primo luogo a dottorandi, dottori di ricerca e giovani studiosi e ricercatori, intende questa volta puntare l’attenzione sulle forme di vita delle produzioni visive e audiovisive contemporanee, anche in ottica archeologica: un semplice anniversario – i quarant’anni dalla pubblicazione di La condizione postmoderna di Jean-François Lyotard, 1979 – ci ricorda, infatti, che è proprio all’interno della teoria postmoderna che si svolge un primo, fondamentale tentativo di caratterizzare l’identità e i modi di esistenza delle immagini uni-formate (Flusser) nel quadro di una nuova cultura visuale, fortemente segnata da una crescente tecnicizzazione del quotidiano, dalla diffusione dell’informatica (nel 1983, “Times”, per la sua copertina dell’anno, sceglie un computer), dalla riconfigurazione del “culturale” (Jameson), dalla crisi, tutt’altro che teorica, di nozioni come quelle di analogia, icona, realismo, rappresentazione, copia.

Tra i possibili, ma non esclusivi, ambiti di ricerca si segnalano:
– l’idea di immagine come forma di vita
– la ridefinizione delle forme qualitative di “presenza”
– la dialettica fra materiale e immateriale
– il dialogo tra uomo e macchina
– lo sviluppo di un’estetica dell’intelligenza (e della visione) artificiali
– la dialettica tra naturale e artificiale
– la ridefinizione delle forme di relazione empatica
– la ridefinizione delle nozioni di analogia, icona e simulacro
– l’impatto dello sviluppo del computer e dei linguaggi informatici
– le trasformazioni dei processi e dell’idea di apprendimento
– la nascita e lo sviluppo della robotica
– il ruolo delle rappresentazioni letterarie, visive e cinematografiche nell’interpretazione di questi cambiamenti

Keynote Speakers: Pier Luigi Capucci (Ricercatore Indipendente), Andrea Pinotti (Università degli Studi di Milano)

Programma

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