I “corpi” dell’arte. Incorporazione, rappresentazione e interpretazione tra produzione artistica e pratica di sé

Scenari. Rivista semestrale di filosofia contemporanea & nuovi media
n. 10 – a cura di L. Bottacin Cantoni e A. Giacomelli
Scadenza: 15 febbraio 2019

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Redazione CUC2Written by:

Fra le varie correnti che animano il dibattito sull’estetica contemporanea, il presente numero di Scenari intende privilegiare la prospettiva che concepisce il senso dell’arte nei termini di una pratica espressiva in cui entra in gioco l’esperienza del corpo e quella dell’incorporazione.
Il “corpo” dell’arte che si intende indagare rappresenta l’elemento visibile, l’eloquenza materica in cui si condensano e si esprimono le invisibili concrezioni simboliche e storiche, le esperienze vissute, le visioni della natura e del tempo. Il corpo in quanto forma della parola poetica, della scrittura, del ritratto, dell’architettura e della figurazione plastica è luogo e occasione di manifestazione del contenuto di cui l’arte è portatrice.
Gli ambiti  di indagine privilegiati, ai quali si intende fare riferimento in questa prospettiva, sono la fenomenologia della percezione di matrice francese, che riconosce nell’atto percettivo corporeo il rivelarsi in ogni attimo la nostra apertura al mondo, e l’ermeneutica delle forme, che concepisce il “corpo” ed il “volto” dell’arte in un rapporto simbiotico tra parola e cosa, pensiero e opera, significato e senso, spirito e materia, contenuto e rappresentazione. Appare essenziale, ai fini del presente volume, mettere in luce da differenti prospettive come il piano interiore dell’immagine, del ricordo, del sogno, del desiderio, della visione convochino un plesso osmotico e in-differente con quello della realtà fisica dell’arte.
In virtù della distinzione fra corpo inteso come Körper, corpo materiale, oggetto fra gli oggetti, agglomerato di parti o somma di processi organici, e corpo vissuto, nostro Leib, l’indagine sul “corpo” fisico ed espressivo dell’arte potrà essere declinata anche nei termini di un’arte del corpo, laddove quest’ultimo viene inteso come mezzo di espressione, come linguaggio, come elemento fisiologico di sovversione sociale, come luogo di plasmazione del sé, come punto di contatto carnale con l’elemento del sacro, o ancora come dispositivo congedato nell’iper-realtà fantasmatica del virtuale. Sarà dunque possibile intervenire in merito al tema della gestualità teatrale e cinematografica, del corpo modificato e lacerato della body art e della performance art, della padronanza da parte dell’artista sul corpo saggiamente governato e della perdita del potere decisionale sul corpo estatico e lirico. Sofferenza e riappropriazione, fisicità ed emotività, tecniche di sensibilizzazione e di autogoverno, consentono così al piano della vita e al piano dell’opera di partecipare, senza alcuna gerarchia, alla ricerca e alla creazione di una forma come risultato di uno sforzo esistenziale.
Il presente numero intende pertanto raggruppare contributi che si concentrino sulla riflessione estetica di matrice fenomenologica ed ermeneutica degli ultimi due secoli sulla nozione e sull’esperienza del corpo in rapporto alla pratica artistica, nelle diverse accezioni che tale questione mette in campo: il corpo materiale dell’opera d’arte, il corpo dell’artista, il corpo come strumento di produzione gestuale o come soggettività performativa.
La Call for Papers si rivolge a studiosi del campo nazionale e internazionale e accetta saggi redatti in italiano, in inglese, in francese e in tedesco. I saggi raccolti saranno pubblicati nel numero 10 di Scenari in versione cartacea.
Le proposte devono essere inviate all’indirizzo scenari.esteticapd@gmail.com entro il 15 febbraio 2019, la notifica di accettazione verrà inviata entro il 28 febbraio 2019.
L’invio del saggio (di min. 30.000 battute e di max. 40.000 battute) dovrà essere effettuato entro il 14 giugno 2019.

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