Roma e il cinema del dopoguerra. Neorealismo, melodramma, noir

di Lorenzo Marmo
Bulzoni Editore, Roma 2018

MONOGRAFIE

Redazione CUC2Written by:

Roma 1944. La città è stata appena liberata dal nazifascismo, e il cinema esce per le strade, per riappropriarsi degli spazi condivisi, raccontare le vicende appena trascorse e negoziare i traumi inflitti al corpo urbano dalla dittatura, dalla guerra, dall’occupazione. Intrecciando l’analisi degli stili cinematografici e l’indagine sulle trasformazioni della metropoli, il volume sottolinea il ruolo essenziale svolto dal cinema del dopoguerra nel mediare la riconfigurazione identitaria del paese e il suo tortuoso percorso verso la modernità.Riaffrontando e problematizzando la categoria di neorealismo, se ne indaga l’indiscussa importanza nell’elaborazione dei processi di memoria ed oblio del controverso passato recente. Si riflette sulle istanze più documentarie e fenomenologiche del cinema italiano dell’epoca, ma anche sull’influenza del melodramma. L’immaginazione melodrammatica, rintracciata nel cuore stesso del fenomeno neorealista, emerge come vera e propria modalità strutturante del sentimento postbellico. Le atmosfere noir si segnalano poi come modalità privilegiata per raccontare l’angoscia che sembra attraversare pervasivamente, a livello transnazionale, il cinema degli anni Quaranta e il suo racconto del paesaggio urbano.Pur segnato dalla dimensione del trauma, il cinema del dopoguerra propone però al pubblico un nuovo patto sensoriale in cui è centrale anche la dimensione del piacere visivo: da Giorni di gloria a Roma città aperta, dal cinema di Vittorio De Sica a quello di Pietro Germi, la ariosità delle riprese in esterni reali diventa una modalità essenziale per mobilitare il coinvolgimento, il desiderio e l’identificazione spettatoriale. Le borgate e i colli, il caos del centro e i monumenti antichi, le macerie e i nuovi palazzi in costruzione: questo cinema fa della Roma degli anni Quaranta uno spazio da attraversare ed in cui immergersi, allora come oggi.

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