Umano / Human

Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni
n. 37
Scadenza: 13 gennaio 2019

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Redazione CUC2Written by:

Che ne è dell’umano? Questa domanda ha agitato e continua ad agitare i discorsi e i dibattiti da molto tempo, e da diverse prospettive. Certo, l’uomo (come valore, come idea), ricordava Foucault, è una invenzione recente, destinata sempre più a perdere centralità nel mondo contemporaneo. Prima di lui, Nietzsche ne aveva annunciato la “morte”, il necessario oltrepassamento, e Freud aveva ricostruito le tre tappe che nel corso dei secoli hanno scosso la pretesa dell’uomo di essere al centro dell’universo (la teoria eliocentrica, la teoria evoluzionistica e ovviamente la psicoanalisi).

Ma l’umano non si identifica con il concetto di “uomo”. Questo aggettivo sostantivato sembra oggi indicare una condizione di vita in bilico, in pericolo o in transito. Se nel dibattito contemporaneo termini come transumanesimo o postumano occupano sempre di più lo spazio del dibattito teorico pluridisciplinare, questo è il segno di una domanda sempre più urgente, pressante. Una domanda che ne rivela poi un’altra alla base: cosa è “umano”?

La sempre maggiore dipendenza da dispositivi tecnologici che aumentano o trasformano la potenza del corpo umano, così come la crisi dei sistemi sociali che dovrebbero garantire l’universalità dell’umano (al di là di ogni differenza etnica, culturale o di genere), contribuiscono a rendere attuale queste domande. Cosa è “umano”?

Il Novecento, come secolo del cinema, ha costantemente attraversato e rielaborato tali questioni, attraverso le sue specifiche forme narrative, attraverso il suo stesso dispositivo. Ha creato personaggi-limite, come le figure sospese tra l’umano e il non-umano, dall’espressionismo tedesco al cinema Cyberpunk; ha indagato la perdita della propria umanità nella nascita della massa senza identità; ha esplorato le trasformazioni dell’umano in relazione allo sviluppo della tecnologia capace di creare protesi o potenziamenti del corpo; ha posto con forza la domanda sull’ “umano” dando vita sullo schermo a personaggi e corpi che non esistono (o non esistono più). Ha esplorato ogni aspetto etico del significato di “umano”, intercettando le inquietudini e le tensioni della tarda modernità. I percorsi sono dunque diversi e molteplici, e possono essere pensati a partire da alcune linee direttrici.


What is of the human? This is a question that has marked many debates for a long time, and from different perspectives. Of course, the human (as a value, an idea), Foucault said, is a recent invention, destined increasingly to lose centrality in the contemporary world. Before him, Nietzsche had announced the ‘death’ of the human, its necessary overcoming, and Freud had rebuilt the three stages that over the centuries have shaken the claim of the human to be at the centre of the universe (the heliocentric theory, the evolutionist theory and, of course, psychoanalysis).

But the human cannot be identified with the concept of ‘man’. This noun-adjective seems today to indicate a life condition in the balance, in danger or in transit. If terms such as transhumanism or posthuman take more and more space in the contemporary and multidisciplinary theoretical debate, this poses an increasingly urgent and pressing question: what is the ‘human’?

The increasing dependence on technological devices that transform the power of the human body, as well as the crisis of social systems that should guarantee the universality of the human (beyond any ethnic, cultural or gender difference), contribute to make these questions current.

The 20th century, the century of cinema, has constantly crossed and reworked these issues, through its specific narrative forms, through its own device. The cinema has created limit characters, like the figures suspended between the human and the non-human, from German expressionism to Cyberpunk cinema; it has investigated the loss of own humanity in the birth of the mass without identity; it has explored the transformations of the human in relation to the development of technology capable of creating prostheses or strengthening of the body; it has strongly posed the question about the ‘human’ by giving life on the screen to characters and bodies that do not exist (or no longer exist); it has explored every ethical aspect of the meaning of ‘human’, by intercepting the concerns and tensions of late modernity. There are therefore different and manifold paths of research which can be thought out starting from the following guidelines.

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