Beyond Adaptation/L’adattamento e le sue diramazioni contemporanee

Convegno internazionale organizzato da Massimo Fusillo, Mirko Lino, Lorenzo Marchese, Lucia Faienza
Università degli Studi dell’Aquila
L’Aquila, 4-5 febbraio 2019
Scadenza CFP: 8 dicembre 2018

CONVEGNI E CFP

Redazione CUCWritten by:

Il convegno internazionale “L’adattamento e le sue diramazioni contemporanee. Teorie, forme ed estetiche della transcodifica mediale” intende ospitare una riflessione a trecentosessanta gradi sulle modalità di transcodifica di un testo in un altro sistema semiotico, prendendo in considerazioni i modi dell’adattamento e i suoi più recenti sviluppi formali e processuali, con particolare attenzione ai processi e alle forme dell’intermedialità e della transmedialità.

L’intento è quello di prestare una particolare attenzione alle dinamiche che intercorrono nel passaggio da un mezzo espressivo all’altro, in un panorama attuale in cui si ha una stretta interdipendenza fra forme artistiche scritte e forme audiovisive, e in cui mezzi espressivi di lungo corso e le innovazioni tecnologiche producono forme di storytelling tendenti a ibridare codici espressivi e e linguaggi (libri, cinema, televisione; ma anche l’arte contemporanea, le videoinstallazioni, i videogiochi, Internet e le sue forme espressive, come ad esempio il fandom, i meme, il video online, le webseries e altro ancora). Consideriamo, del resto, il concetto di “intermedialità” – una nozione critica ormai ampiamente diffusa nel dibattito specialistico internazionale, e che prevede un testo mediale (letterario, audiovisivo, teatrale, ecc) al cui interno convergono linguaggi, forme, tecniche stilistiche, codici espressivi, ed estetiche fondanti di ogni singolo medium in un rapporto di integrazione, collaborazione e complementarietà. Tale modus progettuale si ritrova alla base di molteplici forme video-sperimentali, come ad esempio nelle performance e nelle rappresentazioni di teatro multimediale, nelle installazioni di videomapping (che rilocano le esperienze cinematografiche nello spazio di specifiche architetture urbane) e in certi usi delle tecnologie della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata. Accanto alla nozione di “intermedialità” prende forma una logica “transmediale” sempre più pervasiva, che prevede l’espansione di una storia su diversi media organizzati tra loro in maniera convergente e interoperante (transmedia storytelling).

In che modo la teoria dell’adattamento fa i conti con tali sviluppi formali e processuali? Cosa permane della nozione di adattamento tra i media tradizionali, e cosa necessita, invece, una ricalibratura strutturale a partire dalle evoluzioni digitali negli ambienti mediali e nelle pratiche narrative che ne conseguono?  Quale portata comunicativa e artistica ha la sempre più stringente interrelazione fra media diversi, che porta un’opera di partenza a diventare un brand riadattabile in un circuito più vasto? E, infine, come si modificano, s’intersecano o si evolvono, nel corso di un adattamento, l’elemento cinetico e l’elemento statico – due aspetti fondamentali per la realizzazione e l’esecuzione dell’opera? Come si realizza l’adattamento di testi che spaziano anche verso l’interattività? Come è possibile accorciare la distanza con il pubblico proprio nella forma dei media digitali?


The international conference “Beyond Adaptation. Theories, Forms and Aesthetic of Media Transcoding” aims at promoting in a full-ranging debate on modes of transcoding a text into another semiotic frame. To do so, we shall take into account the modalities of adaptation, as well as its most recent formal and procedural developments, with particular regard to ways and forms of intermediality and transmediality.

Our aim is to pay special attention to the patterns occurring during the transition from one medium to another, in a context in which there is a close interrelationship between literary and audiovisual artistic languages; a context in which long-standing media and technological innovations produce storytelling narration that hybridise codes and languages (book, movies, television; but also contemporary art, video installations, videogames, Internet and its creative uses, such as fandom, memes, online videos, webseries and so on). Moreover, if we consider intermediality –  a widespread notion in the academic international debate by now, which provides for a text of any kind (literary, audiovisual, theatrical, ecc.) including languages, forms, styles, codes and aesthetics from several media, within a relation of integration, cooperation and complementarity. This modus operandi can be found in several experimental visual forms, such as in performing arts, multimedia plays, videomapping installations (which put back the movie experience in specific urban architectural contexts), selected applications of Virtual Reality and Augmented Reality technologies. In addition to intermediality, a “transmedia” approach has increasingly taken shape: such an approach envisages a narration expanding throughout different media arranged in a converging, interrelated way (transmedia storytelling).

How does the theory of adaptation deal with such formal and procedural developments? What is left of the idea of adaptation among traditional media? What requires, instead, a theoretical recalibration, starting from digital evolution in media environments and ensuing narrative practices? What is the artistic and communicative extent of the increasing interrelation between different media, which leads an artwork to become a brand, readapted into a wider network? How do both kinetic and static features – crucial for the realisation of an artwork – modify, intersect and evolve across adaptation? How do we deal with adaptations stretching toward interactivity? Is it possible to reduce the distance from the audience through digital media?

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